Alcuni dati epidemiologici

Come gestire la Depressione/ La letteratura scientifica indica la depressione come la seconda più frequente causa di disabilità a livello mondiale. Sono quasi 100 milioni le persone che in tutto il mondo vengono colpite da depressione maggiore.

Il tasso più elevato di depressione maggiore si rileva nella fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni; un dato significativo è l’aumento tra i ragazzi molto giovani (media 15 anni).



Sintesi della diagnosi descrittiva

La depressione clinicamente significativa è caratterizzata da:


  • Prolungata alterazione dell’umore;
  • Inibizione del comportamento;
  • Negatività soggettiva;
  • Nei casi più gravi, compromissione del funzionamento somatico (Beck et al., 2000).


Secondo il modello cognitivo di Beck la depressione unipolare (disturbo depressione maggiore, disturbo distimico, disturbo depressivo N. A.S) è caratterizzata da:


  • Visione negativa di sé (“Sono un perdente”, “sono un fallito”);
  • Visione negativa del mondo (“a nessuno importa di me”, “tutti mi giudicheranno male”); Triade cognitiva
  • Visione negativa del futuro (“nulla cambierà”, “sarò sempre un perdente”);
  • Tristezza, angoscia, senso di impotenza, perdita di gratificazione ecc.
  • Demotivazione a fare qualsiasi cosa, passività, isolamento sociale ecc.
  • Errori cognitivi (valutazione distorta degli eventi).


Il modello cognitivo adotta una prospettiva dimensionale secondo cui gli stati depressivi variano su un continuum di gravità alle cui estremità si trovano, da una parte, i sintomi affettivi più lievi e non clinici, e, dall’altra, i disturbi affettivi clinici più gravi (Beck et al., 2000).



Sintesi del piano di trattamento cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale risulta molto efficace per la cura della depressione. Abbinando al percorso psicoterapico un trattamento farmacologico con l’assunzione di antidepressivi, l’efficacia aumenta.

Per affrontare il percorso psicoterapico è necessario che il paziente sia motivato, si impegni e abbia un atteggiamento collaborativo.

Con la guida di uno psicoterapeuta e un piano di trattamento come il seguente, si apprendono le giuste modalità per affrontare efficacemente la depressione.

Passi principali:



  • 1. Raccolta delle informazioni generali del paziente (età, professione, scolarizzazione, famiglia di origine, stato civile ecc.);
  • 2. Esplorazione dei problemi psicologici, psichiatrici, interpersonali, di salute fisica, economici ecc.;
  • 3. Formulazione della diagnosi descrittiva, secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM- IV-TR) e altri test (BDI, MMPI ecc.);
  • 4. Valutazione dei contenuti problematici: individuazione dei significati personali rilevanti del paziente che sono implicati nel disturbo, le emozioni, gli stati somatici e i comportamenti frequentemente legati a tali significati. Per identificare il focus terapeutico ci si avvale di uno strumento molto semplice e pratico, chiamato ABC, proposto Ellis (Ellis 1962, De Silvestri 1981, Dell’Erba 1998). Tale metodo è molto diffuso in ambito cognitivista, sia perché rappresenta una base fondamentale per l’assessment e per la psicoterapia, sia perché la sua potente semplicità lo rende uno strumento applicabile e molto utile ad un range molto vasto di pazienti con caratteristiche psicologiche diverse. La tecnica ABC, ben descritta nei lavori di Ellis (1957) e in seguito da Beck (1975), è utile per aiutare il paziente a prendere coscienza di come si sviluppano i propri episodi emozionali, a partire da un evento che accade nel qui ed ora.
  • 5. Formulazione del contenuto problematico e condivisione con il paziente: il terapeuta spiega al paziente il modello cognitivo della depressione, ricostruisce il funzionamento del problema e lo condivide con il paziente. Insieme, poi, definiscono la gerarchia dei temi da affrontare connessi con il disturbo e gli obiettivi terapeutici da raggiungere.
  • 6. Valutazione delle risorse e punti di forza del paziente;
  • 7. Il primo obiettivo da perseguire è alleviare la sintomatologia depressiva: alcune delle tecniche comportamentali che possono essere usate sono il Diario delle Attività, il role-playing ecc.
  • 8. Lavorare sui contenuti cognitivi: identificare e comprendere la connessione tra pensieri automatici negativi, stato emotivo e comportamenti, modificare i pensieri negativi, individuare e cambiare le distorsioni cognitive ( astrazione selettiva, ipergeneralizzazione, personalizzazione, pensiero dicotomico ecc.), identificare e modificare gli schemi depressogeni ( Beck 1964). Alcune delle tecniche usate sono: l’auto-osservazione, la discussione cognitiva, la riattribuzione, la ricerca di soluzioni alternative ecc.
  • 9. Prevenzione della ricaduta: si discute con il paziente riguardo la probabilità di ricaduta nel disturbo. Uno dei trattamenti terapeutici efficaci per la prevenzione delle ricadute è lo Schema-focused therapy (Young, Weinberger e Beck, 2001).
  • 10. Preparazione alla fine della terapia: gradualmente si prepara il paziente alla fine della terapia.

Il percorso terapeutico efficace dovrebbe concludersi con la capacità del paziente di essere il terapeuta di se stesso.

In altre parole, uscito dallo studio, il paziente dovrebbe aver acquisito tutti gli strumenti che gli garantiscono la gestione delle difficoltà.

Bibliografia



  • Rainone A., Mancini F. (a cura di) (2004). Gli approcci cognitivi alla depressione. FrancoAngeli, 2004.
  • Semerari Antonio. Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva. Editori Laterza, 2006.
  • Beck Aaron T. Terapia cognitiva della depressione. Editori Bollati Boringhieri, 1987.




Ambiti di Intervento

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Trattamento di disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive)
  • Colloqui di sostegno psicologico (per problematiche legate a stress, autostima)
  • Consulenze sessuali
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Consulenza psicologica rivolta al singolo, ai genitori, alle famiglie per minori a rischio

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Ultima modifica: 19/02/2016