Quali sono i principali fattori di rischio dei disturbi alimentari?

L’individuazione di fattori causali o, almeno, di condizioni predisponenti l’insorgenza dei disturbi dell’alimentazione presuppone il considerare tali disturbi come sindromi ad eziologia multifattoriale.

Si evidenziano fattori predisponenti (individuali, familiari, socio-culturali) che possono concorrere a determinare l’insorgenza del disturbo, fattori scatenanti (eventi vitali stressanti quali: separazioni e perdite; alterazioni dell’omeostasi familiare; minacce alla stima di sé; malattie fisiche gravi) che posso giocare un ruolo nel precipitare l’inizio del disturbo e fattori di mantenimento (guadagni secondari legati al disturbo; effetti del digiuno e della perdita di peso) che tendono a far mantenere il disturbo.

Al di là di specifici orientamenti di ciascun settore, gli studi scientifici sui disturbi dell’alimentazione concordano nel segnalare come principali fattori di rischio di insorgenza di quei disturbi, il genere femminile e l’età adolescenziale e giovanile.

La ricerca psicosociale considera importanti non tanto i cambiamenti ormonali della pubertà quanto piuttosto le trasformazioni morfologiche dovute allo sviluppo puberale. L’evidenza di queste trasformazioni sarebbe molto più alta nelle adolescenti femmine che nei maschi e orienterebbe l’attenzione delle ragazze sul proprio corpo, contribuendo a produrre un fattore di rischio: l’eccessiva preoccupazione per il peso corporeo.

Si segnalano come fattori di rischio specifici quelli legati all’ambiente socio-familiare e culturale delle adolescenti:

  • la maggior esposizione delle ragazze, rispetto ai ragazzi, a forti pressioni familiari e sociali opposte e contraddittorie: da una parte al successo, alla competitività e all’indipendenza; dall’altra alla repressione dell’autonomia  e dell’iniziativa personale. Questo creerebbe senso di frammentazione, confusione ed inadeguatezza che l’adolescente contrasterebbe con l’attivare di comportamenti anoressici e/o bulimici dimostrativi delle sue capacità di controllo e di raggiungimento degli scopi.
  • il condizionamento dei modelli culturali che mitizzano la magrezza per le donne; il non corrispondere al nuovo stereotipo della femminilità (la magrezza) alimenterebbe, nell’adolescente, vissuti di in accettazione e disistima di sé contro i quali agirebbe attivando comportamenti alimentari patologici.

La ricerca psicologica segnala come fattori di rischio alcune tipologie familiari caratterizzate da:

  • invischiamento familiare (coinvolgimento dei figli nelle problematiche familiari) e di iperprotettività dei genitori che impedirebbero alle figlie adolescenti di sviluppare un percorso di autonomia e di distacco dalle famiglie.
  • stress materno: la madre attuale affaticata e stressata dal peso del doppio ruolo (di madre e lavoratrice) avrebbe poche energie per captare eventuali difficoltà della figlia che svilupperebbe nei suoi confronti un attaccamento “ansioso ed evitante”. La sofferenza determinata da questo tipo di attaccamento determinerebbe, per difesa, lo sviluppo degli atteggiamenti individualistici e narcisistici che accompagnano i disturbi del comportamento alimentare.
  • padre periferico: padri ancora legati alla famiglia d’origine, con un ruolo periferico in quella attuale, poco disponibile al colloquio, intransigenti e con atteggiamenti maschilisti.

Tra le caratteristiche di personalità individuate dalla ricerca psicologica e psichiatrica come fattori soggettivi predisponenti i disturbi dell’alimentazione si segnalano: tratti ossessivi, perfezionismo, dipendenza, intolleranza delle frustrazioni, tendenza all’autosvalutazione (Fairburn et al., 1999).

Tra i fattori predisponenti sono stati inclusi: la familiarità al disturbo (l’anoressia sarebbe più frequente fra le madri e le sorelle delle anoressiche che nella popolazione generale), l’alcolismo dei genitori, l’obesità della madre.

Bibliografia:

  • A cognitive behavioural theory of anorexia nervosa (Fairburn CG, Shafran R, Cooper Z).


Ambiti di Intervento

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Trattamento di disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive)
  • Colloqui di sostegno psicologico (per problematiche legate a stress, autostima)
  • Consulenze sessuali
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Consulenza psicologica rivolta al singolo, ai genitori, alle famiglie per minori a rischio

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Ultima modifica: 19/02/2016