DISTURBO DELL'ORGASMO MASCHILE

Il Disturbo dell'Orgasmo Maschile, cos'è? / Cos'è e come si cura?

SECONDO IL DSM-IV-R:
Disturbo dell’organismo maschile (anaeiaculazione): Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale nell’ambito di un’attività sessuale che il clinico, tenendo conto dell’età del soggetto, giudica adeguata per localizzazione, intensità e durata.

Eiaculazione precoce: Persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale prima, durante, o poco dopo lla penetrazione e prima che iil soggetto llo desideri.. Il clinico deve ttenere conto dei fattori che iinfluenzano lla durata della fase di eccitazione, come ll’età, lla novità del partner sessuale o della situazione,, e lla frequenza recente dell’attività sessuale. (American Psychiatric Association (2001), DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali Text Revision, Masson, Milano)

SECONDO L’APA (2001):
Il disturbo dell'orgasmo maschile si caratterizza per un persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell'orgasmo dopo una fase di normale eccitazione sessuale (APA, 2001).

Nella fase diagnostica, il clinico deve valutare sia l'età del soggetto che l'adeguatezza della stimolazione considerandone la localizzazione, l'intensità e la durata (APA, 2001).

La forma che si riscontra più frequentemente nella pratica clinica è quella in cui il soggetto non raggiunge l'orgasmo durante il rapporto sessuale, ma può arrivare all'eiaculazione attraverso una stimolazione manuale o orale da parte del partner. Altri soggetti invece riescono a raggiungere l'orgasmo anche durante il rapporto sessuale, ma solo successivamente ad una prolungata e intensa stimolazione non coitale (APA, 2001). In altri casi l'orgasmo può essere ottenuto solo attraverso la masturbazione e, in casi più rari, il soggetto riesce a sperimentare l'orgasmo esclusivamente al risveglio da un sogno erotico (APA, 2001).

Simonelli e Rossi (1997) distinguono cinque forme di alterazione dell'orgasmo maschile:

Aneiaculazione senza orgasmo: inibizione dei processi che conducono all'eiaculazione (emissione ed espulsione dello sperma) e all'esperienza dell'orgasmo.

Eiaculazione ritardata: il soggetto non è in grado di raggiungere un'eiaculazione nel coito, ma può ottenerla mediante masturbazione o stimolazione orale.

Eiaculazione anestetica: in questo tipo di alterazione è compromessa l'eiaculazione, ma non il processo di emissione dello sperma.

Eiaculazione retrograda: disturbo di origine organica che consiste nella mancata espulsione del liquido seminale dal pene, che si riversa nella vescica invece che nell'uretra.

Orgasmo aneiaculatorio: totale assenza della fase di emissione accompagnata dalla presenza della fase di espulsione, che però si realizza a vuoto, traducendosi nella mancanza degli spermatozoi nelle urine.

Come si cura

Per il trattamento del Disturbo dell'orgasmo maschile si riporta la classificazione di Simonelli e Rossi (1997) delle diverse forme di alterazioni, per ciascuna delle quali vengono consigliati distinti interventi terapeutiche.

Aneiaculazione senza orgasmo:
Incoraggiare la comunicazione tra i partner; tale intervento è finalizzato alla ricerca della stimolazione sessuale più idonea (terapia ideata da Masters e Johnson). Il trattamento inizia con i raggiungimento dell'eiaculazione al di fuori del coito, con stimolazioni manuali o orali; Successivamente, viene consentito il coito, e si prescrive che la penetrazione avvenga qualche momento prima dell'eiaculazione (Simonelli, Rossi, 1997).

Un utilizzo integrato della terapia mansionale associata all'uso del vibromassaggiatore, impiegato prima solo dal paziente e poi con l'aiuto della partner (Simonelli, Rossi, 1997).

Le tecniche di rilassamento e di ipnosi sono impiegate al fine di mitigare le difese relative all'impedimento dell'eiaculazione ed ai sottostanti meccanismi di controllo, e promuovere nell'uomo una maggior consapevolezza corporea (Simonelli, Rossi, 1997).

Alcune formulazioni teoriche (Apfelbaum) ritengono che alcuni uomini mostrano una carente capacità di giocare e lasciarsi andare durante il rapporto sessuale, che viene vissuto come un dovere piuttosto che un piacere. Per tale problematica risulta applicabile la terapia del gioco che favorisce la costruzione di fantasie di coppia, favorendo nel paziente la capacità di riconoscere le proprie sensazioni corporee al di fuori della sessualità e sostituendo il concetto di performance con quello di gioco (Simonelli, Rossi, 1997).

Eiaculazione ritardata:
L’approccio psicoanalitico interviene nel trattamento di questo disturbo e di altre disfunzioni sessuali, focalizzandosi sull'intera struttura di personalità dell'individuo e sui conflitti inconsci che sono all’origine e mantengono la sintomatologia (Simonelli, Rossi, 1997). In altre parole, la diretta risoluzione del sintomo è messa in secondo piano.

Il modello terapeutico ideato da Masters e Johnson, invece, si focalizza sul sintomo sessuale ed ha come obiettivo la sua risoluzione (Simonelli, Rossi, 1997).

Un altro intervento terapeutico da segnalare è il trattamento sessuale integrato di Helen Kaplan, che si avvale di tecniche comportamentiste includendole nell’ambito di un approccio psicodinamico (Simonelli, Rossi, 1997).

Bibliografia

American Psychiatric Association (2001), DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali Text Revision, Masson, Milano

American Psychiatric Association (APA) (2001)

Simonelli C., Rossi R., “Disturbo dell'orgasmo maschile”. In: Simonelli C. (A cura di), Diagnosi e trattamento delle disfunzioni sessuali”, FrancoAngeli, Milano, 1997




Ambiti di Intervento

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Trattamento di disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive)
  • Colloqui di sostegno psicologico (per problematiche legate a stress, autostima)
  • Consulenze sessuali
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Consulenza psicologica rivolta al singolo, ai genitori, alle famiglie per minori a rischio

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Ultima modifica: 19/02/2016