Che cos’è, come si manifesta e come si cura

Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio”
Bertolt Brecht Il disturbo ossessivo compulsivo /

Jack Nicholson, nel film Qualcosa è cambiato, è Melvin Udall, un affermato scrittore di romanzi rosa che vive a New York e soffre di disturbo ossessivo-compulsivo.

Se non vi è mai capitato di guardarlo, ve lo consiglio! E’ un ottimo film nel quale il protagonista ci mostra con maestria i disagi che provano le persone affette da questo disturbo.

Che cos’è

Il DSM-IV TR definisce il disturbo ossessivo compulsivo come un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che appaiono all'improvviso nella mente e che vengono avvertiti come intrusivi ( il soggetto ha la sensazione che “irrompano da soli”), fastidiosi (per il contenuto o per la frequenza ) e privi di senso (il soggetto ha la sensazione che siano irrazionali, esagerati o comunque non giustificati o poco legati alla realtà presente). Alcuni esempi di pensieri ossessivi possono essere: “Potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la maniglia della porta di un bagno pubblico” o “Se non controllo che tutte le lampadine siano avvitate, qualcosa di brutto accadrà”.

Tali pensieri intrusivi sono ricorrenti (ovvero si ripresentano alla mente con frequenza) e/o persistenti (ovvero occupano la mente in modo duraturo e continuo).

Le compulsioni o rituali. Consistono in azioni mentali e comportamentali che si manifestano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione; di solito sono seguite da un senso sollievo dal disagio causato dalle ossessioni, seppure un sollievo solo temporaneo. Ad esempio, lavarsi le mani ripetutamente con il disinfettante come risposta all’ossessione “le mie mani sono piene di germi pericolosi”, è un tentativo di allontanare il problema della percepita o temuta contaminazione.

Chi soffre del disturbo di solito nasconde le proprie preoccupazioni: percepisce i suoi comportamenti e pensieri come assurdi e inquietanti e se ne vergogna.

Come si manifesta?

E’ possibile individuare almeno sei sottotipi principali:

Disturbo ossessivo compulsivo da controllo
Il disturbo si manifesta con ossessioni e compulsioni che implicano timori ricorrenti e controlli protratti e ripetuti, correlati al dubbio di aver dimenticato qualcosa o di aver fatto un errore o danneggiato qualcosa o qualcuno inavvertitamente. Chi soffre di questo tipo di disturbo arriva a pensare che una propria azione o omissione sia causa di disgrazie. Esempi di controlli tipici riguardano aver chiuso la porta di casa, il gas o l’acqua, aver contato bene i soldi o non aver scritto parole blasfeme.

Disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione
In questo caso si tratta di ossessioni e compulsioni connesse al rischio di contagi o contaminazioni. Le persone che ne soffrono sono tormentate dall’insistente preoccupazione che loro stessi o un familiare possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o sostanza tossica. Agenti “contaminanti” comprendono sostanze come urine, sangue, sudore, saponi, solventi e, per generalizzazione, tutti gli oggetti o persone potenzialmente veicolo di queste sostanze. Il contatto con la sostanza temuta è seguita da rituali tesi a neutralizzare la contaminazione, ovvero rituali di lavaggio (es. lavaggio ripetuto delle mani, dei vestiti o di oggetti personali).

Disturbo ossessivo compulsivo da accumulo
Il soggetto affetto da questa tipologia di disturbo si manifesta con l’impulso di accumulare e conservare oggetti, anche insignificanti e deperibili (es. giornali, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote), perché “un giorno o l’altro potrebbe servire”. Le condotte di accumulo non sono generalmente accompagnate da ossessioni. Lo spazio occupato dalle “collezioni” può arrivare a occupare gran parte dello spazio in casa. Questi soggetti sono generalmente poco critici riguardo ai loro rituali.

Disturbo ossessivo compulsivo da ordine e simmetria
Il disturbo si manifesta come intolleranza al disordine o all’asimmetria. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, abiti, piatti, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una precisa logica (es. dimensione, colore). Quando il paziente percepisce asimmetria o disordine si impegna anche per molte ore a riordinare questi oggetti, fino a sentirli “a posto”. Le ossessioni di ordine e simmetria possono riguardare anche il proprio corpo (es. pettinatura dei capelli, abiti).

Disturbo ossessivo compulsivo da superstizione eccessiva
La persona che ne è affetta manifesta pensieri superstiziosi portati all’eccesso. L’esito degli eventi viene legato al compimento di certi gesti, alla visione di certi oggetti e/o colori, al suono di determinati rumori. Per annullare un effetto negativo, il soggetto affetto da disturbo ossessivo compulsivo da superstizione eccessiva deve mettere in atto il “giusto rituale”, adattato in base alla situazione che gli ha arrecato lo stato di ansia, e ripeterlo il numero di volte adeguato per evitare qualche disgrazia (ad esempio, fare una preghiera per 3 volte dopo aver visto un’immagine ritenuta negativa).

Ossessioni pure
Alcuni soggetti affetti da DOC manifestano ossessioni senza compulsioni. Manca, dunque, la componente rituale o compulsiva; tuttavia, il soggetto colpito manifesta pensieri ossessivi riguardanti l’avverarsi di situazioni altamente improbabili, ma che gli risulterebbero intollerabili. Il contenuto di tali ossessioni spesso può essere a sfondo religioso, sociale o sessuale. È il caso di chi è ossessionato dal timore di essere o diventare omosessuale o pedofilo o di chi ha il terrore di essere colto da un’aggressività improvvisa e incontrollabile e fare del male a chi gli sta accanto. In tali pazienti, l’episodio ossessivo è spesso seguito da un dialogo interiore rassicurante, che rappresenta un tentativo di soluzione al disagio attivato dall’ossessione.

Come si cura?

Le linee guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo-comportamentale i trattamenti più efficaci.

La terapia cognitivo-comportamentale è finalizzata a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, più a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo.

Fonte: Sito www.apc.it

(Associazione di Psicologia Cognitiva e Scuola di Psicoterapia)




Ambiti di Intervento

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Trattamento di disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive)
  • Colloqui di sostegno psicologico (per problematiche legate a stress, autostima)
  • Consulenze sessuali
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Consulenza psicologica rivolta al singolo, ai genitori, alle famiglie per minori a rischio

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Ultima modifica: 19/02/2016