Ipocondria:

“Preoccuparsi è dannoso come aver paura; serve solo a far le cose più difficili.”
Ernest Hemingwai
L'Ipocondria /

Che cos’è, come si manifesta e come si cura
ll termine ipocondria deriva dal greco ὑποχόνδρια, composta dal suffisso ὑπο= sotto e χόνδριος= cartilagine del diaframma costale, a indicare un malessere, noto già in epoca antica, che si riteneva localizzato nella fascia addominale. Le cure di conseguenza erano quelle relative ai malori addominali. Solo più tardi si comprese che invece la causa di questo malessere era collegata ad aspetti psicologici dell'individuo.

Che cos’è

L’ipocondria, o ansia connessa con lo stato di salute, si basa principalmente sulla convinzione erronea di avere o di stare per sviluppare una grave malattia, senza però che il soggetto si sia sottoposto a un’accurata indagine medica che sostenga tale convinzione.

I criteri diagnostici che caratterizzano tale disturbo sono i seguenti:

▷ A. La preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una malattia grave, basate sulla erronea interpretazione di sintomi somatici da parte del soggetto.

▷ B. La preoccupazione persiste nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriate.

▷ C. La convinzione di cui al Criterio A non risulta di intensità delirante (come nel Disturbo Delirante, Tipo Somatico) e non è limitata a una preoccupazione circoscritta all’aspetto fisico (come nel Disturbo di Dismorfismo Corporeo).

▷ D. La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

▷ E. La durata dell’alterazione è di almeno 6 mesi.

▷ F. La preoccupazione non è meglio attribuibile a Disturbo d’Ansia Generalizzato , Disturbo Ossessivo-Compulsivo,Disturbo di Panico (Senza Agorafobia e Con Agorafobia),Episodio Depressivo Maggiore, Ansia di Separazione, o un altro Disturbo Somatoforme.

Specificare se:

Con Scarso Insight: se, per la maggior parte del tempo durante l’episodio in atto, la persona non è in grado di riconoscere che la preoccupazione di avere una malattia grave è eccessiva o irragionevole.

(American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano.).

Come si manifesta?

La manifestazione del disturbo può insorgere a qualsiasi età, maggiormente nella prima età adulta e risulta equamente distribuito tra maschi e femmine.

Solitamente le persone sviluppano tale disturbo in seguito ad eventi critici che attivano convinzioni disfunzionali riguardanti il proprio stato di salute.

L’evento critico può corrispondere all’insorgenza di sintomi fisici non previsti, alla rilevazione di segni fisici prima ignorati, alla morte di un parente o all’esposizione a informazioni riguardanti patologie mediche.

Una volta attivati, questi pensieri disfunzionali portano il soggetto ad interpretare le sensazioni fisiche come indici di gravi malattie e di fantasie circa l’inadeguato o mancato funzionamento di varie parti del corpo.

Ad esempio, alcuni pazienti riferiscono che la loro mente è attraversata da immagini terrificanti tipo un cuore palpitante, emorragie a livello cerebrale, cellule cancerogene che devastano il corpo ecc.

A livello cognitivo si osserva una maggiore tendenza da parte del soggetto a monitorare alcuni processi fisici endogeni, come l’attività gastro-intestinale, il battito cardiaco, la respirazione, la deglutizione ecc. oppure si focalizza l’attenzione su aspetti esteriori del corpo, come la grandezza delle pupille, le macchie della pelle, il colore della saliva, delle feci ecc. A livello comportamentale, il soggetto mette in atto ripetuti controlli del corpo, come la palpazione dell’addome per valutare eventuali gonfiori, oppure la palpazione del seno o dei testicoli per individuare la presenza di noduli ecc. Alcuni soggetti, poi, iniziano ad evitare alcuni sforzi fisici o situazioni che possano esporli al rimuginio sul proprio stato di salute, come ad esempio la visione di programmi televisivi di medicina ecc.

I pazienti che soffrono di ipocondria manifestano un rimuginio continuo sul proprio stato di salute, ciò contribuisce a mantenere costantemente l’attenzione sul corpo e ad influire sui sintomi che, a loro volta, possono causare o fare da rinforzo ad erronee interpretazioni.

Le false interpretazioni generano una risposta emotiva tipicamente ansiosa i cui correlati fisici vengono ancora una volta interpretati in modo catastrofico dal paziente.

Come si cura

Il soggetto ipocondriaco è intrappolato in una spirale viziosa che non solo rende vani i tentativi di rassicurazione e le valutazioni critiche che esso rivolge alla propria condizione, ma, in più, si nutre di tali tentativi e valutazioni.

I tentativi di rassicurazione autonomi (autoesami, ricerche di informazioni su internet, ecc.) ed eteronomi (pareri continui chiesti ai familiari, visite mediche, esami specialistici, ecc.) solitamente non funzionano o funzionano solo temporaneamente e soprattutto in molti casi inaspriscono i timori ipocondriaci (un’espressione incerta del medico farà sorgere nuovi dubbi, un valore ematico anomalo rafforzerà la convinzione di essere gravemente malati, ecc.).

L’intervento psicoterapeutico dovrà perciò avere tra i suoi obiettivi principali quello di individuare e interrompere le spirali viziose dell’ipocondria.

Bibliografia:
  • Adrian Wells, Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia” Mc Graw-Hill
  • Saliani, A.M. (2010), L’ipocondria. In: Perdighe C., Mancini, F. Elementi di Psicoterapia Cognitiva. Roma, Giovanni Fioriti Editore).





Ambiti di Intervento

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Trattamento di disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive)
  • Colloqui di sostegno psicologico (per problematiche legate a stress, autostima)
  • Consulenze sessuali
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Consulenza psicologica rivolta al singolo, ai genitori, alle famiglie per minori a rischio

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Ultima modifica: 19/02/2016