Circolo vizioso del Panico

attacchi di panico

Circolo vizioso del Panico / Il modello del disturbo proposto da Clark si occupa, in particolare, dei fattori cognitivi coinvolti nell’eziologia e nel mantenimento del disturbo da panico. In particolare questo modello propone che una determinata sequenza di eventi, in una successione circolare conduca all’attacco di panico ed è attualmente conosciuto come “modello del circolo vizioso” del panico(A. Wells,1999).

modello circolo vizioso del panico

Nel modello di Clark gli attacchi di panico sono il risultato di “catastrofiche interpretazioni” di eventi fisici e mentali, erroneamente considerati segni di un imminente disastro, quale avere un attacco cardiaco, svenire, soffocare o diventare pazzo. Le sensazioni male interpretate sono soprattutto quelle associate all’ansia, sebbene in alcuni casi ciò si verifichi anche per quelle non ansiogene che comprendono sensazioni di brivido o di ebbrezza causate da un basso apporto di zucchero, sensazioni associate a bruschi cambiamenti posturali determinate dalla pressione sanguigna, effetti da astinenza da alcool, stanchezza ecc. Molte normali sensazioni fisiche o cambiamenti delle funzioni fisiologiche possono diventare oggetto di interpretazioni erronee. Il circolo vizioso, che culmina con l’attacco di panico, consiste in una sequenza di pensieri, emozioni e sensazioni che possono iniziare con qualunque di tali elementi. In questo modello ogni stimolo interno o esterno, che è giudicato minaccioso, produce lo stato d’ansia e i relativi sintomi somatici associati, che se sono interpretati in modo catastrofico, producono un ulteriore aumento del livello d’ansia intrappolando l’individuo in un circolo vizioso, culminante nell’attacco di panico. Una volta che l’attacco di panico è avvenuto, intervengono almeno tre fattori per mantenere tale situazione:

  1. Attenzione selettiva riguardo alle sensazioni corporee;
  2. Comportamenti protettivi associati alla situazione;
  3. Evitamento.

Prestare selettivamente maggiore attenzione ai fenomeni del proprio corpo e focalizzarsi su esso, può contribuire all’abbassamento della soglia di percezione delle sensazioni e comportare un aumento dell’intensità soggettivamente percepita, conducendo a una maggiore predisposizione ad attivare il circolo vizioso dell’interpretazione catastrofica. I comportamenti protettivi servono ad evitare le conseguenze temute. Sfortunatamente questi impediscono di disconfermare le proprie convinzioni, con una possibile intensificazione dei sintomi somatici. L’evitamento è un fattore di mantenimento dell’attacco di panico perché, nel caso di situazioni critiche, limita la possibilità del soggetto di provare ansia e scoprire che questa non porta alla catastrofe.

Le informazioni principali da rilevare in fase valutativa sono:

  1. La natura delle interpretazioni catastrofiche erronee
  2. La descrizione dettagliata delle principali situazioni temute
  3. La natura dei comportamenti protettivi e di evitamento.

Nelle prime sedute è fondamentale l’individuazione del circolo vizioso. La costruzione del circolo vizioso dipende dall’identificazione della sequenza di eventi coinvolti in specifici attacchi di panico. Il circolo vizioso contiene tre elementi di base: reazioni emotive, sensazioni corporee e pensieri negativi riguardo alle sensazioni (fraintendimenti); questi elementi sono collegati tra loro in una particolare sequenza, che può iniziare con uno qualsiasi di essi, ma che segue lo stesso ordine circolare: sensazione - pensiero – emozione – sensazione – pensiero - emozione.....Il circolo vizioso si conclude con l’erronea interpretazione delle sensazioni fisiche associate all’ansia. Il dialogo socratico tra paziente e terapeuta farà emergere le informazioni necessarie per la costruzione del circolo vizioso. Alla costruzione del modello segue la presentazione dello stesso al paziente. In tale fase è importante determinare la reazione del paziente al modello stesso e perciò si possono fare delle domande che avranno come obiettivo di verificare se il modello rispecchia o no l’esperienza del paziente durante l’attacco di panico.Una volta stabilito il circolo vizioso di base, lo stadio successivo è quello di identificare e inserire i relativi comportamenti di evitamento. Una serie di domande permetteranno l’identificazione dei comportamenti che il paziente ritiene indispensabili per prevenire le conseguenze temute durante gli attacchi di panico o ansia.Un punto essenziale del trattamento è l’eliminazione dell’evitamento. Il lavoro sull’evitamento è realizzato attraverso esperimenti di esposizione, mirati al cambiamento delle credenze negative relative ai sintomi manifestati in precise condizioni ambientali. Le esposizioni alle situazioni critiche dovrebbero essere associate a una diminuzione dei comportamenti protettivi o a strategie di induzione dei sintomi ai fini della confutazione di specifiche previsioni catastrofiche.


Articolo a cura della
Dr.ssa Mariella Spilabotte
Psicologa e Psicoterapeuta a Frosinone

Dr.ssa Mariella Spilabotte

Psicologa e Psicoterapeuta a Frosinone
P.I. 2389810603
Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 6739
Laureata in Psicologia

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